Lo stress da vacanze: meglio non averle e riposarsi veramente?
A questo punto viene spontanea una domanda: ma non era più semplice restare a casa?
La vacanza che diventa un lavoro
Ci sono persone che iniziano a preparare le ferie mesi prima. Prenotazioni, alberghi, voli, traghetti, ristoranti, escursioni, ombrelloni e programmi giornalieri. Tutto deve essere organizzato perfettamente.
Poi arriva finalmente il giorno della partenza. Sveglia alle quattro del mattino, valigie in macchina, benzina, autostrada, coda al casello e magari quaranta gradi fuori dal finestrino.
Dopo dieci ore di viaggio arriviamo in albergo distrutti e diciamo: «Finalmente possiamo riposarci!»
Peccato che il mattino seguente la sveglia sia alle sette perché alle otto bisogna essere in spiaggia per prendere il posto migliore.
Il dovere di divertirsi
Uno degli aspetti più curiosi delle vacanze moderne è che sembra quasi esistere l'obbligo di divertirsi. Abbiamo pagato, siamo partiti, quindi dobbiamo stare bene.
E allora fotografie, selfie, video, messaggi: «Guardate che mare!», «Guardate cosa sto mangiando!», «Guardate che tramonto!».
A volte siamo così impegnati a mostrare agli altri la nostra vacanza che rischiamo di dimenticare di viverla. Il tramonto lo guardiamo attraverso lo schermo del telefono, il piatto arriva a tavola ma prima di assaggiarlo deve essere fotografato, e una passeggiata diventa il momento ideale per controllare quanti ''mi piace'' abbiamo ricevuto.
E se il vero lusso fosse non fare niente?
Forse abbiamo dimenticato che riposarsi significa anche non avere programmi.
Svegliarsi quando il corpo decide di svegliarsi. Fare colazione con calma. Uscire a fare una passeggiata senza sapere esattamente dove andare. Sedersi sotto un albero. Leggere qualche pagina. Dormire mezz'ora nel pomeriggio. Parlare con qualcuno. Oppure semplicemente stare in silenzio.
Non sembra una grande avventura da raccontare sui social, ma potrebbe essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.
Restare a casa può essere una vacanza?
Certamente, se riusciamo a cambiare ritmo. Il problema non è necessariamente il luogo: possiamo essere stressati alle Maldive e tranquillissimi nel nostro paese.
Restare a casa qualche giorno significa eliminare viaggio, traffico, valigie, prenotazioni e molte spese. Possiamo dormire nel nostro letto, mangiare quello che vogliamo e decidere la mattina stessa come trascorrere la giornata.
E magari scoprire che a pochi chilometri da casa esistono boschi, montagne, piccoli borghi, laghi, trattorie e sentieri che abbiamo sempre ignorato perché considerati troppo vicini per meritare una vacanza.
Qui in Molise il riposo è dietro l'angolo
Da questo punto di vista il Molise ha una bella fortuna. In poco tempo possiamo passare dalla montagna al mare, da un bosco silenzioso a un piccolo centro storico, da una passeggiata lungo un tratturo a un pomeriggio sulla costa.
Non serve necessariamente organizzare sette giorni di viaggio. Possiamo partire la mattina, raggiungere Capracotta, Agnone, Bojano, Sepino, Venafro, Termoli o uno dei tanti piccoli paesi, mangiare qualcosa, passeggiare e tornare tranquillamente a casa.
Una giornata diversa può regalarci più riposo di una settimana trascorsa correndo dietro a un programma turistico.
Il problema non sono le vacanze
Naturalmente viaggiare è bellissimo. Conoscere nuovi luoghi, persone, cucine e culture può essere una delle esperienze più piacevoli della vita.
Il problema nasce quando trasformiamo anche il tempo libero in una gara. Più chilometri, più posti visitati, più fotografie, più cose da raccontare al ritorno.
Se torniamo dalle ferie dicendo «Adesso avrei bisogno di una settimana di riposo», forse qualcosa nell'organizzazione non ha funzionato.
Una vacanza senza valigia
Proviamo allora, almeno una volta, una vacanza differente. Niente sveglia obbligatoria. Niente programma minuto per minuto. Niente necessità di andare lontano.
Magari una mattina passeggiamo. Il giorno dopo restiamo a casa. Quello successivo prendiamo la macchina e andiamo a mangiare in un paese vicino. Se piove guardiamo un film. Se abbiamo sonno dormiamo.
Sembra quasi troppo semplice. Eppure il nostro organismo probabilmente chiama proprio questo riposo.
Conclusione
Le vacanze non devono essere eliminate. Dovremmo semplicemente ricordarci perché le facciamo.
Non per dimostrare qualcosa agli altri, non per riempire ogni minuto della giornata, non perché ad agosto «bisogna partire».
Una vera vacanza dovrebbe permetterci di tornare alla vita quotidiana con un po' più di energia e con la testa più leggera.
Se per ottenere questo risultato dobbiamo prendere un aereo, benissimo. Se basta arrivare al mare di Termoli, salire sui monti del Molise o semplicemente sederci sul balcone con qualcosa di fresco da bere, va bene lo stesso.
Perché forse il viaggio più difficile delle vacanze moderne non è arrivare dall'altra parte del mondo. È riuscire, per qualche giorno, a non avere niente da fare senza sentirci in colpa.