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Bucato fatto in casa, lavaggio perfetto

Bucato fatto in casa, lavaggio perfetto

Fare il bucato sembra una delle cose più semplici del mondo: si riempie la lavatrice, si mette il detersivo, si sceglie un programma e si aspetta. Eppure proprio nelle operazioni più abituali nascono spesso gli errori: troppo detersivo, temperatura sbagliata, capi mescolati senza criterio, lavatrice troppo piena e, alla fine, vestiti che non profumano, colori che perdono brillantezza o tessuti che diventano ruvidi.

Bucato fatto in casa, lavaggio perfetto

Un lavaggio perfetto fatto in casa non richiede prodotti miracolosi. Servono soprattutto un po' di attenzione, qualche regola semplice e la capacità di capire che non tutti i tessuti devono essere trattati nello stesso modo.

Il primo segreto: dividere bene il bucato

La vecchia regola di separare bianchi e colorati rimane valida, ma oggi possiamo fare qualcosa in più. Conviene distinguere anche i capi molto sporchi da quelli usati solo poche ore, gli asciugamani dagli indumenti delicati e, quando possibile, i tessuti pesanti da quelli leggeri.

Un paio di jeans, per esempio, non si comportano in lavatrice come una maglietta sottile. Allo stesso modo lenzuola e asciugamani assorbono molta più acqua rispetto alla normale biancheria quotidiana.

Prima di avviare il lavaggio è sempre utile controllare le tasche, chiudere le cerniere, aprire i bottoni delle camicie e girare al rovescio i capi scuri o stampati. Sono piccoli gesti che possono allungare parecchio la vita dei vestiti.

Quanto riempire la lavatrice?

Una lavatrice quasi vuota spreca acqua ed energia, ma una lavatrice riempita fino all'impossibile lava male. I capi hanno bisogno di muoversi nel cestello affinché acqua e detersivo possano raggiungere bene le fibre.

Una regola pratica è lasciare un po' di spazio nella parte superiore del cestello. Se dobbiamo spingere i vestiti con forza per riuscire a chiudere l'oblò, probabilmente abbiamo esagerato.

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30, 40 o 60 gradi?

Non sempre una temperatura più alta significa un bucato migliore.

Per molti vestiti di uso quotidiano, soprattutto se non particolarmente sporchi, 30 o 40 °C sono normalmente sufficienti. Temperature più elevate possono essere utili per alcuni tipi di biancheria resistente, ma bisogna sempre controllare l'etichetta del capo.

Lavare continuamente tutto a temperature elevate aumenta inoltre il consumo energetico e può rovinare più rapidamente colori, elastici e fibre sintetiche.

Il detersivo: troppo non significa meglio

Uno degli errori più comuni è pensare che aumentando il detersivo il bucato diventi automaticamente più pulito e profumato.

Può accadere esattamente il contrario.

Una quantità eccessiva può lasciare residui sui tessuti, rendere più difficile il risciacquo e contribuire alla formazione di depositi nella lavatrice. La dose corretta dipende dalla quantità di bucato, dal livello di sporco, dalla durezza dell'acqua e dalla concentrazione del prodotto utilizzato.

Meglio quindi seguire le indicazioni del produttore e aumentare la quantità solo quando esiste una vera necessità.

E l'ammorbidente?

L'ammorbidente può lasciare una sensazione piacevole sui tessuti, ma non è obbligatorio utilizzarlo ad ogni lavaggio.

In alcuni casi se ne può usare una quantità molto ridotta. Su determinati tessuti tecnici o particolarmente assorbenti, inoltre, è meglio seguire attentamente le indicazioni riportate sull'etichetta.

Anche qui vale una regola semplice: la giusta quantità è quasi sempre migliore dell'abbondanza.

Le macchie vanno affrontate prima

Una lavatrice non può risolvere qualsiasi problema da sola. Una macchia importante lasciata asciugare per giorni può diventare difficile da eliminare.

Quando possibile conviene intervenire rapidamente, trattando soltanto la zona interessata con un prodotto adatto al tessuto. Bisogna evitare rimedi troppo aggressivi improvvisati, soprattutto sui capi colorati o delicati.

Prima di utilizzare qualsiasi sostanza nuova è prudente provarla su una parte nascosta del tessuto.

Il programma giusto conta più della durata

Le lavatrici moderne offrono moltissimi programmi, ma nella vita quotidiana ne utilizziamo spesso soltanto due o tre.

Il programma cotone è indicato per molti tessuti resistenti, quello sintetici utilizza generalmente movimenti più delicati, mentre lana e delicati richiedono cicli specifici. Esistono poi programmi rapidi, utili soprattutto per piccoli carichi poco sporchi.

Non sempre il programma più breve è quello che consuma meno. Alcuni cicli ECO durano parecchio proprio perché lavorano più lentamente utilizzando meno energia per riscaldare l'acqua.

La centrifuga: non serve sempre andare al massimo

Una centrifuga molto alta fa uscire i vestiti meno bagnati e riduce i tempi di asciugatura, ma può stropicciare maggiormente alcuni capi.

Per asciugamani, lenzuola e cotone resistente può essere comoda una centrifuga sostenuta. Per camicie, maglie leggere e tessuti delicati conviene invece utilizzare velocità inferiori.

Anche questo piccolo accorgimento può diminuire la necessità di stirare.

Stendere bene significa lavorare meno dopo

Il bucato perfetto non termina quando la lavatrice emette il suo segnale acustico.

Lasciare i vestiti bagnati nel cestello per molte ore può favorire cattivi odori e pieghe difficili da eliminare. Meglio tirarli fuori appena possibile, scuoterli leggermente e stenderli con cura.

Camicie e magliette sistemate bene ancora umide possono richiedere pochissimo ferro da stiro. Anche lenzuola e asciugamani beneficiano di una bella scrollata prima di essere stesi.

Quando possibile è piacevole sfruttare l'aria aperta, evitando però di lasciare per molte ore sotto un sole molto forte i tessuti colorati più delicati.

Anche la lavatrice deve essere lavata

È facile dimenticarlo: utilizziamo la lavatrice per pulire, ma anche lei ha bisogno periodicamente di essere pulita.

Nella guarnizione possono accumularsi acqua, capelli e piccoli residui. Il cassetto del detersivo può incrostarsi e il filtro deve essere controllato seguendo le indicazioni del produttore.

Dopo il bucato può essere utile lasciare per qualche tempo oblò e cassetto leggermente aperti, permettendo all'umidità interna di evaporare.

Una lavatrice pulita tende anche a lasciare un bucato più fresco.

Il vero profumo di pulito

Abbiamo forse associato troppo il concetto di pulito a un profumo fortissimo.

Un vestito può essere perfettamente pulito anche senza profumare per giorni di detersivo o ammorbidente. Anzi, un profumo eccessivamente intenso qualche volta significa semplicemente che sui tessuti è rimasta una notevole quantità di prodotto.

Il vero risultato da cercare è diverso: tessuti senza macchie, ben risciacquati, morbidi quanto basta e senza cattivi odori.

Risparmiare senza lavare peggio

Possiamo anche ridurre i costi del bucato senza rinunciare alla pulizia.

Conviene utilizzare la lavatrice con un carico adeguato, scegliere temperature moderate quando possibili, dosare correttamente il detersivo e sfruttare i programmi ECO quando adatti al tipo di bucato.

Bisogna inoltre evitare di lavare automaticamente un capo dopo pochissime ore di utilizzo quando è ancora perfettamente pulito. Naturalmente dipende dal tipo di indumento, dalla stagione, dal sudore e dall'attività svolta, ma imparare a distinguere ciò che deve essere realmente lavato da ciò che può essere riutilizzato evita lavaggi inutili.

Il bucato perfetto è soprattutto equilibrio

Alla fine non esiste un unico programma capace di risolvere tutto.

Il segreto è trovare il giusto equilibrio tra temperatura, quantità di detersivo, carico, tessuto, sporco e asciugatura.

Fare bene il bucato significa anche conservare più a lungo ciò che indossiamo. Un vestito che mantiene colore, forma e morbidezza per anni è una piccola forma di risparmio quotidiano che spesso sottovalutiamo.

E forse il vero lavaggio perfetto è proprio questo: aprire la lavatrice, prendere un capo pulito, guardarlo e pensare semplicemente: questa volta non devo rilavarlo!

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