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Le strade del Molise: perché pochi chilometri sembrano un viaggio?

Le strade del Molise: perché pochi chilometri sembrano un viaggio?

Guardiamo la mappa: <strong>30 chilometri</strong>. Niente di preoccupante. In molte zone d'Italia possono significare venti o trenta minuti di automobile. In Molise, invece, prima di partire viene quasi spontaneo chiedersi: <em>«Sì, ma quale strada dobbiamo fare?»</em>

Le strade del Molise: perché pochi chilometri sembrano un viaggio?

Perché da queste parti i chilometri raccontano soltanto una parte del viaggio. Ci sono curve, montagne, salite, discese, attraversamenti dei paesi, strade provinciali e collegamenti che seguono un territorio tutt'altro che semplice. Così una destinazione apparentemente vicina può sembrare molto più lontana di quanto dica il navigatore.

È uno dei grandi paradossi del Molise: una regione relativamente piccola che, quando la percorri, diventa improvvisamente enorme.

La distanza non si misura soltanto in chilometri

Quando dobbiamo raggiungere un luogo normalmente ragioniamo in chilometri. Dieci sono pochi, cinquanta cominciano a essere una distanza importante, cento significano un piccolo viaggio. Ma questo sistema funziona bene soprattutto quando le strade permettono di mantenere una velocità abbastanza costante.

In Molise il ragionamento cambia. Due paesi possono essere relativamente vicini in linea d'aria e allo stesso tempo richiedere un percorso molto più lungo. Una montagna, una vallata o semplicemente la conformazione del territorio obbligano la strada a girare, salire e scendere.

Ecco allora che 20 o 30 chilometri possono essere percepiti come molti di più. Non perché la cartina sia sbagliata, ma perché la vera unità di misura diventa il tempo.

Il Molise non è una pianura

Per capire le nostre strade bisogna prima guardare il territorio. Gran parte del Molise è formato da colline e montagne. I centri abitati sono spesso costruiti in altura e molti collegamenti sono nati adattandosi alla geografia esistente.

Una strada molisana raramente può permettersi di tracciare una linea perfettamente dritta tra un punto e l'altro. Deve seguire pendii, superare corsi d'acqua, attraversare vallate e raggiungere paesi costruiti secoli prima dell'automobile.

Ed è proprio qui che nasce una situazione curiosa: guardando la cartina sembra tutto vicino, guidando ci accorgiamo che non lo è affatto.

Da un paese all'altro cambia tutto

C'è però un altro elemento che rende particolare viaggiare sulle strade molisane. In pochi chilometri può cambiare completamente il paesaggio.

Possiamo partire da una zona urbana, attraversare una vallata, entrare in un bosco, salire verso la montagna e ritrovarci davanti a un piccolo borgo. Continuando ancora, il panorama cambia nuovamente.

È sufficiente pensare alle differenze tra Isernia, Venafro, Frosolone, Agnone, Capracotta, Campitello Matese, Campobasso o Termoli. Sono tutti luoghi della stessa piccola regione, eppure raggiungerli significa attraversare ambienti profondamente diversi.

In questo senso il viaggio sembra lungo anche perché succedono molte cose tra la partenza e l'arrivo.

Le curve cambiano la percezione del tempo

Una strada rettilinea permette di procedere quasi senza pensarci. Una strada piena di curve richiede invece attenzione continua. Bisogna rallentare, accelerare nuovamente, controllare la carreggiata e adattarsi al percorso.

Dopo mezz'ora abbiamo magari percorso pochi chilometri e abbiamo la sensazione di essere in macchina da molto più tempo.

È una questione anche psicologica: non tutti i chilometri pesano allo stesso modo. Trenta chilometri di strada scorrevole sono molto diversi da trenta chilometri fatti di curve, salite e attraversamenti.

Poi arriva l'inverno

Se durante la bella stagione alcuni percorsi possono essere semplicemente più lenti, in inverno la situazione può diventare ancora più impegnativa, soprattutto nelle zone interne e montane.

Pioggia, nebbia, neve, ghiaccio e temperature basse modificano completamente il modo di guidare. Una strada conosciuta perfettamente può richiedere maggiore prudenza e quindi più tempo.

Chi vive nei paesi di montagna lo sa bene: la distanza tra due luoghi non cambia durante l'anno, ma può cambiare moltissimo il tempo necessario per percorrerla.

Il problema della manutenzione

Naturalmente non possiamo attribuire tutto alla geografia. Esiste anche il problema delle condizioni delle infrastrutture.

Buche, asfalto deteriorato, restringimenti, lavori, dissesti e tratti che richiedono velocità ridotte possono aumentare ulteriormente i tempi di percorrenza. Su un territorio difficile, una strada mantenuta male pesa molto più che altrove.

E questo diventa un problema particolarmente importante per una regione composta da tanti piccoli comuni. Una buona viabilità non serve soltanto a chi vuole fare una passeggiata domenicale: serve per lavorare, studiare, raggiungere ospedali, negozi, uffici e servizi.

Il navigatore dice 35 chilometri. Ma quanto tempo ci vuole?

Probabilmente molti molisani hanno sviluppato inconsapevolmente un'abitudine particolare. Quando qualcuno dice che un luogo dista 40 chilometri, la prima domanda non è necessariamente «quanto è lontano?», ma «quanto ci vuole?».

Ed è una domanda molto più intelligente.

Perché possiamo avere una destinazione a 50 chilometri raggiungibile abbastanza facilmente e un'altra a 30 chilometri che richiede quasi lo stesso tempo.

La vera cartina del Molise, quindi, forse dovrebbe indicare i minuti invece dei chilometri.

Ma c'è anche un lato bellissimo

Finora abbiamo parlato soprattutto delle difficoltà. Sarebbe però ingiusto dimenticare l'altra faccia della medaglia.

Le stesse strade che ci fanno perdere tempo sono spesso quelle che ci permettono di scoprire il Molise più autentico.

Dietro una curva può apparire improvvisamente una vallata. Poco dopo possiamo attraversare un bosco, incontrare un piccolo centro storico, vedere una montagna in lontananza oppure fermarci in un paese nel quale non eravamo mai stati.

Su una grande strada veloce vogliamo arrivare il prima possibile. Su certe strade molisane, invece, il percorso stesso diventa parte della destinazione.

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Forse abbiamo perso l'abitudine al viaggio lento

Viviamo in un'epoca nella quale vogliamo tutto immediatamente. Consegne rapide, connessioni veloci, treni ad alta velocità e risposte in pochi secondi. Anche quando viaggiamo consideriamo spesso il tempo trascorso tra partenza e arrivo come tempo perso.

Il Molise, volontariamente o meno, ci costringe qualche volta a ragionare diversamente.

Non possiamo sempre correre. Dobbiamo seguire la strada, rispettare il territorio e accettare che per arrivare dall'altra parte della montagna bisogna prima girarci intorno.

Questo non significa giustificare infrastrutture insufficienti o cattiva manutenzione. Le strade devono essere sicure, curate ed efficienti. Ma significa anche riconoscere che una parte dei tempi di percorrenza dipende inevitabilmente dalla natura stessa del territorio.

Una piccola regione che diventa grande

Ed eccoci al punto forse più curioso.

Il Molise è piccolo sulla carta, ma percorrendolo sembra molto più grande. Non servono centinaia di chilometri per avere la sensazione di essere partiti davvero.

Possiamo lasciare una città e dopo poco trovarci circondati dalle montagne. Possiamo partire dall'interno e raggiungere il mare. Possiamo attraversare territori nei quali cambiano paesaggio, clima, altitudine, architettura e perfino tradizioni locali.

Forse è proprio questo che rende particolari le nostre strade: allungano le distanze, ma contemporaneamente riempiono il viaggio.

Conclusione: 30 chilometri sono pochi o tanti?

La risposta, in Molise, è semplicissima: dipende dalla strada.

Trenta chilometri possono essere una passeggiata oppure un piccolo viaggio. Possono significare mezz'ora tranquilla o una lunga successione di curve. Possono portarci da una vallata alla montagna, da un paese a un altro completamente diverso, oppure farci scoprire un angolo della regione che non avevamo mai notato.

Certamente abbiamo bisogno di collegamenti migliori, manutenzione costante e infrastrutture capaci di rendere gli spostamenti più semplici e sicuri. Ma c'è qualcosa che nessuna superstrada potrà cambiare: il Molise è un territorio complesso, irregolare e sorprendente.

Ed è per questo che qui pochi chilometri possono sembrare tanti.

Forse, però, ogni tanto dovremmo smettere di chiedere soltanto «quanto manca?» e guardare ciò che c'è fuori dal finestrino.

Perché sulle strade del Molise anche quando la destinazione è vicina, il viaggio può essere molto più grande della distanza.

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