Perché il Molise non è mai diventato una grande meta turistica?
La risposta più semplice sarebbe dire che il Molise è poco conosciuto. Ma questa è soltanto una parte del problema. Anzi, forse è proprio la domanda da cui partire: perché, dopo tanti anni, è ancora poco conosciuto?
Non manca quello che vedere
Non si può dire che il Molise sia privo di attrazioni. Sulla costa ci sono Termoli e le spiagge dell'Adriatico. Nell'interno troviamo montagne come il Matese e l'Alto Molise, paesi come Agnone, Capracotta, Frosolone e Scapoli, castelli, abbazie, santuari e aree archeologiche importanti come Altilia-Saepinum e Pietrabbondante.
Ci sono inoltre tratturi, boschi, cascate, riserve naturali e una quantità sorprendente di piccoli centri storici. In pochi chilometri si può passare dal mare alla collina e poi alla montagna. Dal punto di vista delle risorse, quindi, il Molise avrebbe molte carte da giocare.
Il problema è trasformare un luogo in una destinazione
Avere qualcosa di bello non significa automaticamente essere una meta turistica. Una destinazione nasce quando il visitatore sa che quel luogo esiste, riesce facilmente a raggiungerlo, trova informazioni chiare, può dormire, mangiare, spostarsi e soprattutto ha abbastanza cose organizzate da fare per restare più di qualche ora.
Ed è probabilmente qui che il Molise ha incontrato le maggiori difficoltà. Le sue bellezze sono spesso distribuite sul territorio e poco collegate tra loro. Il turista può visitare un castello, un borgo o un sito archeologico, ma deve spesso costruirsi da solo il resto del viaggio.
Le distanze sono piccole, ma non sempre sembrano tali
Sulla carta il Molise è una regione piccola. In teoria questo dovrebbe essere un enorme vantaggio: in pochi giorni si potrebbe visitare una parte considerevole del territorio.
Nella pratica, però, strade tortuose, collegamenti pubblici limitati e tempi di percorrenza rendono alcune località meno accessibili di quanto suggeriscano i chilometri. Per chi vive qui è normale prendere l'auto e attraversare una strada di montagna. Per un turista che arriva senza conoscere il territorio può essere molto diverso.
Manca una grande immagine immediatamente riconoscibile
Molte regioni italiane hanno costruito negli anni un'immagine turistica molto precisa. La Toscana richiama immediatamente colline, città d'arte e vino; il Trentino le montagne; la Sardegna il mare; l'Umbria i borghi e il turismo spirituale.
E il Molise?
Probabilmente potrebbe rispondere: tutte queste cose insieme, in dimensioni più piccole. Ma proprio questa ricchezza rende più difficile creare un'immagine unica. Mare, montagna, archeologia, borghi, natura, tradizioni, gastronomia: sono tanti elementi validi, ma per molto tempo non sono stati raccontati come parti di un'unica destinazione.
Il turismo non si costruisce soltanto con la pubblicità
Una campagna promozionale può far conoscere un luogo, ma poi quel luogo deve essere pronto ad accogliere chi arriva. Servono strutture ricettive, ristorazione, guide, percorsi segnalati, servizi digitali, eventi, trasporti e informazioni facilmente reperibili.
Soprattutto serve continuità. Un museo aperto soltanto in determinati giorni, un castello visitabile solo su prenotazione o un percorso poco segnalato possono essere perfettamente comprensibili in territori con pochi abitanti, ma rappresentano comunque un ostacolo per chi organizza una vacanza.
Forse abbiamo sempre pensato al turista di passaggio
Un altro problema potrebbe essere culturale. Per molto tempo si è ragionato sul singolo luogo: visitare il paese, vedere la chiesa, mangiare al ristorante e tornare a casa.
Ma il vero valore economico del turismo nasce soprattutto quando il visitatore rimane sul territorio. Una persona che passa due ore in un borgo produce un effetto limitato. Chi invece rimane tre o quattro giorni dorme, mangia, compra prodotti locali, visita altri paesi e utilizza diversi servizi.
Il Molise potrebbe quindi essere raccontato non come una somma di piccoli luoghi isolati, ma attraverso itinerari: il Molise dei castelli, quello sannita, quello dei tratturi, quello della transumanza, quello dei borghi, quello della neve, quello gastronomico e quello che collega montagna e mare.
Essere poco conosciuti potrebbe diventare un vantaggio?
Curiosamente, quello che fino a ieri era un limite potrebbe oggi trasformarsi in una possibilità. Molte grandi destinazioni italiane devono affrontare il problema opposto: troppi visitatori, centri storici affollati, prezzi elevati e luoghi che rischiano di perdere parte della propria identità.
Il Molise può ancora offrire qualcosa che sta diventando raro: spazio, silenzio, natura, piccoli paesi e un rapporto diretto con chi vive sul territorio.
Non avrebbe probabilmente senso tentare di trasformarlo in una destinazione di turismo di massa. Potrebbe invece puntare su un turismo più lento: persone che cercano cammini, natura, storia, gastronomia, fotografia, piccoli borghi e qualche giorno lontano dalle grandi città.
Ma attenzione alla frase “il Molise è autentico”
È una bella definizione, ma da sola non basta. Il turista può apprezzare un paese autentico, ma ha comunque bisogno di sapere dove parcheggiare, cosa visitare, quando un luogo è aperto, dove mangiare e cosa può fare il giorno successivo.
L'autenticità può essere un valore soltanto quando viene accompagnata dall'organizzazione. Altrimenti rischia di diventare semplicemente isolamento.
Forse il Molise non deve diventare una “grande” meta
Ed eccoci alla domanda iniziale. Perché il Molise non è mai diventato una grande meta turistica?
Probabilmente non esiste una sola causa. Hanno pesato infrastrutture, collegamenti, promozione discontinua, piccoli numeri, spopolamento e la difficoltà di mettere insieme territori e operatori diversi.
Ma forse oggi la domanda potrebbe essere cambiata.
Il Molise deve davvero diventare una grande meta turistica?
Forse no. Potrebbe essere molto più interessante diventare una piccola meta turistica fatta bene: riconoscibile, organizzata e capace di attirare persone realmente interessate al territorio.
Perché milioni di visitatori non sono necessariamente sinonimo di successo. Potrebbero essere più importanti meno turisti, ma disposti a fermarsi qualche giorno, conoscere più paesi, acquistare prodotti locali e magari tornare una seconda volta.
Il Molise non diventerà probabilmente mai Roma, Firenze o la Costiera Amalfitana. E forse non dovrebbe neppure provarci.
La vera sfida potrebbe essere un'altra: riuscire finalmente a trasformare ciò che possiede già in un motivo per venire, restare e ritornare.
E voi cosa ne pensate? Il Molise è rimasto fuori dai grandi circuiti turistici perché non è stato abbastanza valorizzato oppure proprio il fatto di essere ancora poco turistico potrebbe diventare il suo punto di forza?