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Eremo dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

Eremo dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

Ad Isernia, su una collinetta che nasce sulle sponde del torrente Carpino, s'erge una chiesa intitolata ai martiri Cosma e Damiano, che la tradizione cristiana ricorda come i Santi Medici. L'eremo ha storia antica.

Qualcuno dice che esisteva tremila anni or sono, che fosse famoso già ai tempi dei Sanniti e che vi si venerava un dio spensierato ed allegro: Priapo. E' noto, infatti, che fino al sorgere del XIX secolo, a Isernia, il culto per i Santi Medici era mescolato al culto spontaneo che la gente del luogo nutriva per una divinità rappresentante l'organo generatore maschile. Tale fede era cosé¬ forte che, a dir del popolo, numerose grazie s'ottenevano presso l'eremo. E si racconta che vi recavano a pregare in special modo le donne maritate senza figli. Una volta se ne riunirono venti. Tutte attendevano una sospirata gravidanza e innalzarono invocazioni: Sante Damiane, Sante Damiane, facce prene tu addimane. Sante Coseme benedette, dacce latte pe ru piette. Le preghiere furono ascoltate. Dopo nove mesi ognuna di loro partoré¬ un bel bambino. L'anno successivo, in ricordo della gravidanza ottenuta, le donne fecero innalzare sul tetto della chiesa una piccola torretta a forma di fallo. Fu quello il loro ex voto.

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Il Natale è un giorno che sa di casa: luci accese prima del buio, tavole apparecchiate con cura, voci che si sovrappongono, mani che passano piatti come se fosse un rito antico. È un giorno felice, sì. Ma a volte è anche un giorno pesante. E quella pesantezza non arriva solo dal pranzo infinito: arriva dalle aspettative.

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vi ringrazio per la vostra accoglienza. Vi ringrazio soprattutto per aver condiviso con me la realtà che vivete, le fatiche e le speranze. Il Signor Rettore ha ripreso l’espressione che io ho detto una volta: che il nostro Dio è il Dio delle sorprese. E’ vero, ogni giorno ce ne fa una. E’ così, il nostro Padre. Ma ha detto un’altra cosa su Dio, che prendo adesso: Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: a essere creativi sul futuro.

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Tutto il Popolo di Dio é¨ debitore verso di loro per il dono della fede. Pietro é¨ stato il primo a confessare che Gesé¹ é¨ il Cristo, il Figlio di Dio. Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano.