FESTA DI SAN PIETRO CELESTINO, Papa Cittadino e Compatrono di Isernia.
In Molise il silenzio delle chiese non è mai soltanto silenzio. È pietra, memoria, fede, arte e tempo che si sono fermati per lasciare spazio alla riflessione. In una regione piccola nelle dimensioni ma grande nella storia, ci sono luoghi sacri che non servono solo a pregare: servono anche a sentire il peso e la bellezza dei secoli.
Il Natale è un giorno che sa di casa: luci accese prima del buio, tavole apparecchiate con cura, voci che si sovrappongono, mani che passano piatti come se fosse un rito antico. È un giorno felice, sì. Ma a volte è anche un giorno pesante. E quella pesantezza non arriva solo dal pranzo infinito: arriva dalle aspettative.
vi ringrazio per la vostra accoglienza. Vi ringrazio soprattutto per aver condiviso con me la realtà che vivete, le fatiche e le speranze. Il Signor Rettore ha ripreso l’espressione che io ho detto una volta: che il nostro Dio è il Dio delle sorprese. E’ vero, ogni giorno ce ne fa una. E’ così, il nostro Padre. Ma ha detto un’altra cosa su Dio, che prendo adesso: Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: a essere creativi sul futuro.