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Io uso una ricetta di una zia CAMPANA, il risultato é¨ ottimo.....10 LIMONI DI SORRENTO oppure 300 grammi di bucce tagliate finissime senza la parte bianca per un litro di alcool 95° chiuse ermeticamente e lasciate a bagno per 9/10 giorni e al riparo della luce
Diciamo che il procedimento é¨ molto facile, poi ognuno usa un metodo di tempo, ma la cosa pié¹ importante per ottenere un BUON LIMONCELLO dipende tutto dai LIMONI.
(foto preso dal profilo su FB di Framnco Martella con il commento: dopo 20 mesi e con tanta pazienza, anche a Isernia si pué² avere un po di costiera)
Devono essere quelli medio/grandi con la foglia e della costiera Amalfitana, possibilmente non trattati.
Poi bisogna lavarli bene e asciugarli.
Dopo aver tagliato le bucce molto sottili e ASSOLUTAMENTE senza la parte bianca, perché amara, si mettono a bagno/macero 300 grammi di bucce o l'equivalente di 10 limoni medio/grandi in un litro di alcool puro 95° per 9/10 giorni, al riparo dalla luce e chiusi bene per non far vaporare l'alcool.
Ogni 2/3 giorni si devono girare le bucce, anche senza aprire il contenitore.
Dopo i 10 giorni, si prepara una pentola con 1 litro max 1 litro e due di acqua e si mette a bollire.
Quando é¨ in ebollizione si aggiunge dai 600 ai 750 grammi di zucchero, la quantità dipende se piace pié¹ dolce o meno dolce, io vado per i 700 grammi di zucchero.
Dopo aver ottenuto questa crema si lascia raffreddare.
Si prendono le bucce di limone nell'alcool e con un colino molto sottile vanno filtrate dai residui depositati.
Infine si unisce il tutto ottenendo almeno 2 litri di limoncello da mettere in bottiglia e depositare nel frigo.
Il limoncello é¨ pronto per essere bevuto, ma ben freddo.
foto e articolo di Franco Martella
foto di copertina presa online
Quando si parla di Molise, qualcuno sorride e tira fuori la solita battuta: “Ma esiste?”.
Poi però arriva a tavola, assaggia due cose fatte bene, beve un bicchiere sincero e cambia tono:
il Molise non solo esiste, ma si lascia ricordare soprattutto dal palato.
Per anni abbiamo sentito dire che un bicchiere di vino “fa buon sangue”, rilassa, aiuta il cuore e accompagna bene i pasti. La verità, oggi, va detta in modo semplice: l’alcol non è una bevanda salutare in sé. Se ne parla come qualcosa da tenere sotto controllo, non come un alleato del benessere. E infatti il messaggio più onesto è questo: meno se ne beve, meglio è.<
Il Molise non si racconta con le mappe: si capisce a tavola. Qui il vino non è “solo” un abbinamento, ma un modo di stare insieme. E la gastronomia non è una lista di piatti: è memoria, stagioni, gesti tramandati, e quel ritmo lento che ti rimette a posto la giornata. Se cerchi un luogo dove la gioia è semplice — un calice, un tagliere, una chiacchiera vera — il Molise ti aspetta.