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Venafro: Festa patronale di San Nicandro

Venafro: Festa patronale di San Nicandro

La terza domenica di giugno, la statua del Santo viene portata in processione dal convento al paese.

Nicandro, Marciano e Daria furono martirizzati, sotto Diocleziano, il 17 giugno del 303 presso Venafrum, l'odierna Venafro, in Molise. Sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica e patroni di Venafro, della Diocesi di Isernia-Venafro, di San Nicandro Garganico (FG). Il solo san Nicandro é¨ patrono di Tremensuoli, frazione del comune di Minturno (LT) e dell'omonima frazione ''San Nicandro'', nel comune di Prata d'Ansidonia (AQ). Nicandro e Marciano erano due valorosi soldati romani, probabilmente originari della Mesia (l'odierna Bulgaria), di stanza a Venafro. Secondo la tradizione Daria era moglie di Nicandro. Pur consapevoli dei rischi che comportava la loro scelta, abbracciarono la religione cristiana. Furono arrestati e condannati a morte per non aver voluto rinnegare la loro fede il 17 giugno del 303. Il Martirologio Romano, in realtà, riporta il martirio di Nicandro e Marciano (avvenuto il 17 giugno), ma non quello di Daria, la cui figura trova riscontro prevalentemente nella leggenda popolare. Si narra infatti che Nicandro rifiuté² di sacrificare agli dei pagani confermando la fede in Cristo, proprio dietro incoraggiamento di sua moglie. Daria sarà poi martirizzata qualche giorno dopo ma il Martirologio Romano non ne fa menzione. Nel luogo del martirio, poco distante dal centro abitato, in epoca successiva, e pié¹ precisamente nel 955, fu edificata una basilica in loro onore. Sotto l'altare maggiore nel 1933 si rinvenne il sarcofago di Nicandro, dal quale secondo la leggenda devozionale, fuoriesce, in determinate scadenze e soprattutto nei giorni di festa, la santa manna, un liquido misterioso al quale sono attribuite, come testimoniano gli ex voto, doti miracolose. La festa in onore dei patroni é¨ molto sentita. I festeggiamenti si protraggono dal 16 al 18 giugno di ogni anno con diversi spettacoli di intrattenimento e con momenti di profonda religiosità attraverso le processioni e le numerose messe. Partecipano a tale manifestazione decine di migliaia di persone; non solo i venafrani ma anche cittadini provenienti dal Molise e dalle regioni limitrofe. Foto e articolo preso online.
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vi ringrazio per la vostra accoglienza. Vi ringrazio soprattutto per aver condiviso con me la realtà che vivete, le fatiche e le speranze. Il Signor Rettore ha ripreso l’espressione che io ho detto una volta: che il nostro Dio è il Dio delle sorprese. E’ vero, ogni giorno ce ne fa una. E’ così, il nostro Padre. Ma ha detto un’altra cosa su Dio, che prendo adesso: Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: a essere creativi sul futuro.

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